Breve premessa.

La Cessione del Quinto dello Stipendio per i Dipendenti Privati si basa sulla trattenuta della Quota Ceduta dalla Busta paga da parte del Datore Lavoro il quale gira l’importo alla Società che ha erogato il Prestito, e così fino al termine del Contratto.

A contratto chiuso torna tutto nella normalità e il TFR si sblocca, senza più vincoli!

 

Può succedere che durante il contratto di Cessione del Quinto dello Stipendio il lavoro si interrompi?:

  1. Per Licenziamento del Dipendente;
  2. Per Cessazione della Attività del Datore di Lavoro;
  3. Per Dimissioni del Dipendente.

Per i punti 1 e 2 la Società Finanziaria recupera il TFR fino a copertura del debito residuo, e se il TFR non è sufficiente la parte che residua oltre il TFR viene coperta dalla Assicurazione (obbligatoria) la quale poi per recuperare tale somma si rivale sull’ex Dipendente.

Per quanto riguarda invece il punto 3  in caso di Dimissioni del Dipendente si possono verificare tre distinte situazioni:

  1. Per cambio Datore Lavoro per passaggio diretto senza licenziamento, in questo caso sia il Dipendente che il Datore Lavoro comunicano alla Società Finanziaria questa decisione per la quale non saranno più versate quote alla Società, la quale provvede subito a notificare al nuovo Datore Lavoro la Cessione del Quinto e tutto riprenderà a procedere come prima con la trattenuta della Quota ceduta in Busta paga pari a quella precedente da parte del nuovo Datore Lavoro che poi gira alla Società Finanziaria come da notifica.
  2. Per cambio Datore Lavoro con Licenziamento, in questo caso il Datore Lavoro comunica alla Società Finanziaria quanto avvenuto e la stessa procederà con il recupero del TFR accantonato e per la somma eventuale mancante l’assicurazione procederà al recupero direttamente dall’ex Dipendente. Il Dipendente però può dare comunicazione alla Società finanziaria del Licenziamento e della Assunzione presso il nuovo Datore Lavoro e può richiedere di notificare la Quota Ceduta e così mantenere in vita la Cessione e il TFR se la Società Finanziaria glielo concede. La Società finanziaria potrà decidere se mantenere intatta l’operazione precedente con la stessa Quota Ceduta da trattenere in Busta paga, oppure se ridurre la Quota in base alla differenza del residuo per l’incasso del TFR con rata e durata modificata.
  3. Il Lavoratore da le Dimissioni per motivi personali, in questo caso il Dipendente risponde direttamente nei confronti della Società finanziaria e della Assicurazione per la quota che eccede il TFR accantonato.

Tali problematiche pur competendo anche al Dipendente Pubblico e/o Statale, essendo gestiti direttamente dall’Istituto di Previdenza, hanno un decorso completamente diverso in quanto il TFR è disponibile solo al Dipendente.

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Scritto da admin

    28 Risposte a “Cessione del Quinto in corso – cosa succede se mi dimetto!?”

  1. Domenico scrive:

    Gentili signori buonasera! Volevo avere un vostro parere. Ho una cessione del quinto dello stipendio in corso tra l’altro rinnovata ad Agosto 2012 per 120 mesi e pago € 259, 00 al mese.Poiché ho scoperto che qualora sia io stesso a linceziarmi tramite lettera di dimissioni, oltre al Tfr maturato l’azienda versa anche lo stipendio maturato alla finanziaria avevo pensato di fare come segue. Una volta incassato lo stipendio del mese, presento la lettera dimissioni senza preavviso. Tutto questo perché in Italia sono nulla tenente e vorrei andarmene all’estero a lavorare. Un altra domanda per quanto banale è anche questa. L’assicurazione in questo caso paga la Finanziaria erogante ma poi si rifarà su di me ma io In Italia non ho nulla di intestato e nel contratto di cessione del quinto non c’è nessun garante. Dunque l’assicurazione non può rifarsi sui miei genitori? Lo so che il problema so ripresenta. qualora decidessi di tornare in Italia. Grazie per la pazienza e apero di ricevere una risposta che mi dia un po di tranquillità perché ne ho bisogno. Saluti. Domenico.

    • admin scrive:

      Domenico buongiorno,
      sarò franco con lei, per il fatto che lei confessa una intenzione fraudolenta nei confronti della finanziaria e della assicurazione per la verità non le fa onore, al contrario è assai disdicevole e pericoloso per lei.

      Tuttavia lei mi pone un quesito al quale cerco di rispondere.
      Sei mesi fa lei ha costituito un debito di € 31080 con una Società finanziaria da restituire in 120 mesi di cui ha versato ad oggi solo € 1554,00.
      Se dovesse estinguere anticipatamente il residuo sarebbe al netto dei costi delle commissioni fino al massimo del 60%, degli interessi quasi totali, delle assicurazioni quasi totali e avrebbe da pagare una penale sul residuo dell’1%.
      Con l’azione che ha in mente di fare il debito che rimarrebbe sarà calcolato sulla base del Residuo a cui va tolto il TFR che lei ha accantonato ad oggi che sarebbe incassato direttamente dalla Finanziaria la quale non avrà titolo per riscuotere la differenza che rimarrebbe da pagare dalla assicurazione in quanto è lei che si dimette e la coertura assicurativa per la Perdita lavoro scatta invece solo se licenziato per chiusura o fallimento della Ditta.
      Il debito rimarrebbe sulla sua testa e sui suoi eredi.
      Andando all’estero non sarà perseguibile, mentre in Italia sarà responsabile del debito non saldato alla Finanziaria per i prossimi 12,5 anni (durata del contratto + 36 mesi), dopo di che la sua posizione sarà cancellata. Attenzione però perchè la sua posizione negativa rimarrà iscritta per sempre nei registri interni della Finanziaria e della Assicurazione con le quali lei ha stipulato il contratto.
      Queste, un domani, respingeranno sempre e comunque qualsiasi sua richiesta.

      Per ultimo, se lei attualmente ha la residenza presso i genitori di certo faranno pressioni su di loro, ma costoro non saranno tenuti legalmente a pagare per lei.

      Saluti, Renzo

      • Domenico scrive:

        Gentile Sig Renzo buonasera!
        Purtroppo non creda che per me sia stato facile prendere questo tipo di decisione (decisione che comunque non ho ancora ufficialmente intrapreso).Tutto nasce dal fatto che stavo pensando di andarmene all’estero a cercar fortuna visto che qui in Italia da un po di tempo a questa parte non si cava un ragno dal buco.
        Volevo, al di là di tutto, farle questa osservazione visto cge sicuramente Lei ne saprà più di me e cioè: all’atto della sottoscrizione del contratto di cessione del quinto ho dovuto firmare due polizze assicurative: una polizza rischio vita ed una polizza rischio impiego che viene utilizzata nel caso di perdita del posto di lavoro CHE SIA LICENZIAMENTO O DIMISSIONI VOLONTARIE). In questo caso l’assicurazione dovrebbe intervenire proprio in virtù del fatto che tale polizza Rischio impiego dovrebbe essere utilizzata (ed uso il condizionale) proprio quando si manifesta uno di questi casi. Se poi quello che ho firmato non è come dico i, vorrà dire che non ci ho capito niente. Grazie comunque per la sua risposta.

        • admin scrive:

          Signor Domenico buondì,
          non è come pensa in quanto la Polizza Rischio Impiego copre il rischio soltanto nei casi in cui la perdita di lavoro sia involontaria e ingiustificata, ossia, licenziamento senza motivazioni o fallimento dell’azienda di appartenenza. Pertanto, la compagnia assicurativa non pagherà il debito in caso di dipendenti che presentino le dimissioni oppure che vengano licenziati per motivi giustificati.
          Mi spiace, ma lei non ha interpretato correttamente quanto è scritto nel contratto.
          Una sottolineatura: provi ad immaginare se fosse così come lei pensa cosa sarebbe accaduto con tutti i contratti in essere, quanti in questo tempo di crisi avrebbero deciso di fare una simile azione portando al fallimento assicurazioni e finanziarie.

          Per quanto riguarda invece la sua eventuale decisione di andare all’estero lasci che le dica qualcosa e non se ne abbia male.
          Se cerca fortuna deve andare in Paesi emergenti: Asia, America latina (e non dappertutto), India, tutti paesi che nulla hanno da spartire con noi, con le nostre abitudini: sicurezza personale, sanità e libertà di pensiero e di parola.
          Prima di andare in via definitiva è meglio visitare e analizzare.
          Un esempio: Santo Domingo.
          Una famiglia italiana composta da 6 persone che in Italia imprenditore nella maglieria, vende tutto, si trasferisce a Santo Domingo apre un ristorante ed una macelleria, per due anni tutto bene, poi arriva una comunicazione che la proprietà è nazionalizzata.
          Alla fine dopo 10 anni sono ritornati in Italia e oggi il padre, colui che ha deciso di vendere e trasferirsi, è operaio nello stabilimento che aveva ceduto.
          La fantasia è una cosa, la realtà un’altra.

          Saluti, Renzo

          • Domenico scrive:

            Gentile amministratore buongiorno! Sul un sito internet di una finanziaria abbastanza nota a livello nazionale, scrivono a chiare lettere: POLIZZA RISCHIO IMPIEGO IN CASO DI DIMISSIONI VOLONTAEIE O LICENZIAMENTO. Addirittura mi ricordo che ill promotore finanziario mi fece un esempio: Se uno con la propria auto provoca un incidente, che sia in torto o meno, l’assicurazione paga comunque. Poi è normale che l’ano successivo ti aumenta il premio assicurativo e si scende di classe. Per carità, Lei è sicuramente un esperto e ne sa molro più si me.Io ho fatto studi umanistici (sono laureato in Germanistica) e di codici e legginon capisco nnulla. Comunque grazie per l’aiuto.

  2. Domenico scrive:

    “L’Assicurazione rischio impiego è una voce fondamentale nella determinazione del costo della cessione del quinto e, di riflesso, nel netto ricavo dell’operazione.Il concetto di fondo è che, qualora venga meno la retribuzione del cedente, l’istituto assicurativo sostiene per lui tutte le spese (pagamento delle rate) mancanti, estinguendo anticipatamente il prestito direttamente con la banca o finanziaria creditrice. Nulla viene erogato nei confronti del cedente. In più, qualora ce ne siano i motivi, la compagnia assicuratrice potrà rivalersi sul cedente per rientrare comunque in possesso di quanto sborsato.I motivi di cessazione del rapporto non influiscono sulla tutela del cedente. L’assicurazione deve per legge intervenire sia in caso di dimissioni volontarie che di licenziamento o laddove l’azienda incorra nel fallimento.” Questo è quanto ho trovato su Internet. Non so se posso citare la fonte ma da quanto scritto (prendendo il tutto col beneficio dell’inventario) l’assicurazione interviene ANCHE IN CASO DI DIMISSIONI VOLONTARIE. Saluti. Domenico.

    • admin scrive:

      Signor Domenico buongiorno,
      Per comprendere cosa copre esattamente l’assicurazione che lei ha in cors con il contratto di Cessione deve leggere il Contratto, non cosa dicono in internet.
      Le faccio un esempio pratico:
      se lei ha una polizza kasco l’assicurazione è tenuta alla copertura dei danni di ambo le auto con una franchigia espressa o tolta in contratto per quanto riguarda il danno personale alla propria auto.
      Se quindi la copertura assicurativa che lei ha in contratto con la cessione che ha in corso copre la perdita lavoro anche per dimissioni deve essere espresso a chiare lettere sul contratto in parola che lega lei alla Finanziaria e alla assicurazione.
      Una recente normativa dilegge ha tolto il potere della rivalsa alla assicurazione, ma ripeto tale soluzione è prevista solo per il caso di subentro a copertura del danno che la finanziaria subisce per il licenziamento (non per giusta causa), o per fallimento o chiusura della ditta dove lavora.

      Quanto da lei citato secondo le mie informazioni non esiste (truffa in interent?), ma va eventualmente verificato. Lei comunque si attenga a quanto ha firmato leggendo bene quanto è previsto dalla sua assicurazione per la copertura del Rischio perdita lavoro per la Cessione del Quinto che lei ha in corso, e se non ha la copia del contratto sottoscritto in originale chieda la copia conforme subito alla finanziaria con la quale ha stipulato il contratto.

      E’ questo il mio lavoro da più di 25 anni.

      Saluti, Renzo

  3. Domenico scrive:

    Gentli Signor Enzo buonasera!

    Nel ringraziarLa per le Sue delucidazioni vorrei chiederLe un altra cosa in merito alla mia eventuale posizione debitoria. È vero che qualora decidessi di andare all’estero, avendo dei debiti in Italia, può essere fatto un decreto ingiuntivo europeo? Se si, conviene sempre alla finanziaria creditrice effettuare questa procedura anche se la somma non è eccessivamente alta? La ringrazio per la Sua disponibilità e le porgo,

    Distinti Saluti
    Domenico

    • admin scrive:

      No questo non è possibile e non si è mai sentito di una procedura di recupero crediti internazionale.
      La questione rimane sulla sua testa per tre anni dopo la conclusione contrattuale, dopo di che se non è stata cancellata la segnalazione inviando una raccomandata AR alle Centrali Rischi procederanno alla cancellazione automatica.
      Mentre la sua posizione negativa rimarrà iscritta presso l’Istituto di credito erogante la cessione.

      Saluti, Renzo

  4. stefania scrive:

    buon giorno una domanda tecnica ma che trova varie scuole di pensiero ) in caso di dimissioni volontarie o licenziamento per giusta causa, la retribuzione mensile deve essere trattenuta per intero dall’Atc e versata unitamente alle spettanze di fine servizio a copertura parziale o completa del debito residuo?
    In base alla mia esperienze nel settore abbiamo seguito sempre una linea di pensiero che la retrubuzione del mese in questione ( ipotesi mi licenzio a maggio ) deve essere data al dipendente decurtata (eventualmente) della quota di rateo di cessione e non deve concorrere alla copertura del debito residuo . Attenduo una sua consierazione a riguardo . grazie e cordiaità

    • admin scrive:

      Buongiorno Stefania, vale sempre il buon senso anche se per il vero di questi tempi ne esiste veramente poco per non dire nulla.
      La copertura data in Garanzia per il caso dimissioni o perdita lavoro è il TFR maturato, nessun altro emolumento può essere trattenuto a favore dell’ATC.
      Comunque i termini i genere sono fissati nel contratto sottoscritto tra le parti e nel caso di accettazione di clausole particolari, queste vanno rispettate.
      Saluti, Renzo

      • stefania scrive:

        Il particolare delle clause sul contratto non l’avevo preso in considerazione, certo è che appropiarsene in toto potrebbe rientrare in quella definizione di ” appropriazione indebita”. Se la cessione che nasce come agevolazione per i dipendenti pubblici e successivamente estesa ai dipendenti privati, dovrebbe avere le medesime modalità di trattamento. Leggendo il Dpr non si denota alcun richiamo a riguardo (stipendio in caso di dimissioni) è anche si vero che originariamente il decreto prevedeva solo la figura del dipendente pubblico o statale e non prevedeva di certo le dimissioni volontarie (sarebbe stata una pazzia ) o per fallimento aziendale. Di fatti è ben argomentata la fase che riguarda la quiescenza del dipendente con relativa rivalsa sulla pensione. Comunque resta a mio avviso un buco legislativo che porta disparità di trattamento. Come dice lei ci vorrebbe solo buon senso.

        • admin scrive:

          Stefania nessuna Atc è autorizzata a trattenere lo stipendio, ma solo ed esclusivamente la quota ceduta.
          Il TFR invece diventa di proprietà della società finanziaria che ha finanziato la Cessione in quanto ceduto in Garanzia.
          Se lo stipendio viene trattenuto deve essere fatta denuncia subito attraverso il legale.
          Saluti, Renzo

  5. stefania scrive:

    a ecco edesso si che ci siamo :) probabilmente evevo frainteso il suo precedente commento . E grazie anche per il suggerimento che conferma quanto già avevo asserito, a suo tempo, ad una mia cliente che si è trovata in una situazione similare. Grazie infinatmente per il tempo dedicatomi e le auguro un buon lavoro

  6. anna scrive:

    Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

  7. Paolo Centonze scrive:

    Volevo porle una domanda io ho dato le dimissioni è con l’azienda ho in corso una cessione è un prestito con delega con il mio tfr riesco a chiudere il primo il prestito con delega posso pagarlo io personalmente con la finanziaria o mi tratterranno anche l’ultima busta paga con annesse ferie che non mi sono fatto durate l’anno grazie

    • admin scrive:

      Signor Paolo buongiorno,
      Avendo lei dato le dimissioni l’assicurazione per perdita lavoro non è applicabile.
      Alla o alle Finanziaria/e va riconosciuto il TFR accantonato. Quanto rimane scoperto lo deve rimborsare lei.
      Per prima cosa Lei deve dare comunicazione a mezza raccomndata AR alle Finanziarie che si è licenziato e dia contemporaneamente la sua disponibilità a procedere con i pagamenti delle rate che andranno in scadenza.
      Nel contempo richieda anche lo storno della quota assicurativa non utilizzata e della parte dei costi da lei sostenuti che vanno dal licenziamento al termine dei due contratti.
      Ritengo che la sua richiesta sarà accettata. Dovrà solo attendere la loro comunicazione.

      Saluti, Renzo

  8. giulia scrive:

    Buona sera…volevo un piccolo aiuto circa un mese fa ho dato le dimissioni e avendo una cessione del quinto saoevo ke del tfr nn avrei visto un centesimo ma oggi ho preso la busta ed era a zero,ho chiesto spiegazioni in pratica l’azienda nn ha ancira comunicato le mie dimissioni e loro hanno trattenuto tutto compreso assegni famigliari e stipendio in attesa di una risposta dalla finanziaria….come mi devo muovere? Grazie

    • admin scrive:

      Giulia buonasera,
      essendosi licenziata l’assicurazione non interverrà a suo favore.
      La ditta deve trattenere solo il TFR che andrà versato alla Finanziaria, mentre le altre competenze devono esserle saldate.
      Resta il vincolo per lei della responsabilità a restituire il residuo della Cessione.
      Lei dovrebbe mettersi in contatto nel frattempo con la Finanziaria, comunicarle la sua intenzione di saldare il residuo mediante rate da pagare ogni mese e concordare la cosa.

      Null’altro che questo.

      Saluti, Renzo

  9. andrea scrive:

    salve.. io ho un quinto dello stipendio in busta paga la ditta dove lavoro fallisce.il mio tfr lo prendo io o la finanziaria e poi l assicurazione paga tutto lei ho in un futuro dovro pagare io?

  10. Domenico scrive:

    Salve,
    e se io mi dimettessi per giusta causa??? “è tale la causa che non consenta la prosecuzione , neppure provvisoria , del rapporto (art. 2119 c.c.)” – faccio un esempio: “reiterato ritardo nelle retribuzioni”. A questo punto le dimissioni non sarebbero più “volontarie”, tant’è che al lavoratore compete l’ indennità sostitutiva di preavviso e un trattamento economico sostitutivo della retribuzione, erogato dall’Inps (aspi). Credo che la Finanziaria si rifarebbe subito sul Tfr e successivamente il resto lo coprirebbe l’assicurazione.

    Saluti Domenico

  11. ROSALBA scrive:

    buon giorno, ho preso la decisione di licenziarmi e rifare una vita all’estero, dove vive il mio compagno.
    attualmente in busta paga ho tre trattenute cessione,prestito delega e un altra cessione.
    la mia liquidazione erogata ex INPDAP , ora dovrebbe essere INPS , sarà tra due anni circa viste le nuove leggi, nel frattempo posso chiedere alle finanziarie di continuare io personalmente il pagamento delle rate, così da non intaccare questa?
    ringrazio e auguro buona giornata

  12. francesco scrive:

    Salve
    leggevo che pur mantenendo le regole per i dipendenti privati
    i dipendenti pubblici statali e non hanno un corso totalmente diverso in caso di picenziamento con cessione e/o delega in corso..in quanto l’INPS ed ex INPDAP liquida direttamente il tfs soltanto al dipendente.. e’ cosi?
    grazie

  13. Alfonso scrive:

    salve sono Alfonso ave notturnruiop ndo in corso il quinto dello stipendio stipulato nel 2010 con assicurazione voglio sapere se vado in pensione interviene l’assicurazione grazie

  14. andrea scrive:

    buonasera,
    sono Andrea volevo avere dei chiarimenti su un mio eventuale cambio di lavoro da dipendente con passaggio diretto, avendo una cessione in corso da un anno il tfr che si e accumulato in questi 12 mesi si somma a quello vincolato all’epoca della sottoscrizione contratto cessione? i permessi e giorni di ferie che maturano che fine fanno?

    spero di essere stato chiaro nella domanda

    • admin scrive:

      Buona sera Andrea,
      l’istituto che le ha erogato la Cessione ha diritto solo del TFR, nessuna altra trattenuta le può esser fatta per legge.
      Se ci fossero comportamenti strani lei scriva una raccomandata AR a Datore lavoro e all’Istituto di Credito in tal senso.

      Per il suo caso possono esistere due opzioni.
      1. Lei si licenzia dal vecchio Datore Lavoro e viene assunto dal nuovo, non c’è passaggio diretto e la Finanziaria tratterrà il TFR accumulato fino a coprire il residuo, nel caso in cui non sia sufficiente le chiederanno di pagare il rimanente in unica soluzione o ratealmente, per questo le converrà fornire il nome del nuovo datore al quale verrà fatta notifica per la trattenuta in busta paga!
      2. Assunzione presso la nuova ditta attraverso il passaggio diretto senza licenziamento e interruzione del lavoro.
      Lei deve inviare, sempre a mezzo raccomandata AR, al vecchio e al nuovo datore di lavoro e all’Istituto di credito, allegando il documento contrattuale che sancisce che lei passa da una ditta all’altra in forma diretta senza interruzione del lavoro, l’autorizzazione a che il TFR sia trasmesso per intero al nuovo datore lavoro e autorizza inoltre la nuova notifica giudiziaria per la trattenuta in busta paga presso il nuovo datore di lavoro.

      Lei sa in quale punto identificarsi.
      Saluti, Renzo

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